ANNO 1958 - PROLOCO DI GROSSETO

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ANNO 1958

GRIFONI D' ORO > ANNI 50

Anno 1958.  Ferdinando Innocenti

“per aver fatto munifica elargizione alla città di Grosseto della cospicua somma di l. 400 milioni, rendendo in tal modo possibile la realizzazione di un modernissimo ospedale, così necessario per la salvaguardia della salute dei cittadini di Grosseto e Provincia. Il premio fu ritirato it 14 luglio 1966 nella sala consiliare del comune dal figlio dell'ing.Innocenti, ing. Luigi, non essendo stato possibile, nonostante reiterati tentativi, procedere prima ufficialmente alla consegna del premio, per i gravosi e continui impegni del beneficiario. la commemorazione dell'ing. Ferdinando innocenti, nel frattempo deceduto, fu tenuta dall'avv. Pietro Martinelli.


Nato nel capoluogo della Valdinievole, da piccolo si trasferì a Grosseto assieme alla sua famiglia e, compiuti gli studi tecnici, andò a lavorare presso l'attività di fabbro del padre, che aveva avviato la piccola fabbrica La Ferriera. Successivamente, aprì un'attività assieme al fratello e con lui si spostò a Roma, in cerca di nuove prospettive di mercato.
Da Roma, Innocenti si trasferì definitivamente a Milano affinché potesse migliorare di gran lunga i suoi affari e fu proprio nel capoluogo lombardo, nel quartiere di Lambrate, che fondò la ditta Innocenti, specializzata nella fabbricazione di elementi in ferro per ponteggi, i famosi tubi Innocenti in acciaio, ancora oggi molto usati. Durante la Seconda guerra mondiale, fu costretto a mutare la produzione da civile in bellica e si spostò sull'ambito meccanico.
Le esperienze acquisite dalla Innocenti in meccanica portarono il titolare a occuparsi dei mezzi di trasporto e nel 1947 vi fu la creazione del primo motoscooter di casa Innocenti, la Lambretta, che si pose in concorrenza della Vespa Piaggio, progettata ed entrata in produzione l'anno precedente. Oltre alla produzione motociclistica, l'Innocenti iniziò a dedicarsi anche a quella automobilistica, producendo veicoli su concessione di altri marchi europei, questo a causa del veto imposto dalla FIAT (allora cliente della Innocenti) di progettare e produrre interamente "in casa" delle autovetture che potessero entrare in concorrenza con le loro.
Alla morte di Ferdinando, l'industria Innocenti passò al figlio Luigi che la terrà fino al 1971, anno in cui deciderà di chiudere l'attività e di vendere lo stabilimento e le catene di montaggio.


 
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