ANNO 1978 - PROLOCO DI GROSSETO

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ANNO 1978

GRIFONI D' ORO > ANNI 70

Anno 1978. Cooperativa Terrazzieri


"costituitasi con atto del 7 maggio 1899, ha lavorato dura­mente per tutto il nostro secolo, erigendo argini, scavando fossi e canali, tracciando strade, completando la bonifica idraulica iniziata dai Lorena, e creando i presupposti per it sollevamento economico e sociale della bitta e della provincia. Gli ottanta soci attuali sono gli eredi spirituali degli operai the con badili, carriole e barelle, nelle fanghiglie palustri o fra zolle inaridite, con la canicola e col gelo, spesso senza calzature, affronta­rono la malaria e mille altri rischi per un tozzo di pane, anonimamente ed eroicamente. premiando la "cooperativa terrazzieri", la commissione per it "grifone d'oro" intende esprimere la riconoscenza dei cittadini di Grosseto a tutti i più umili lavoratori della terra, del passato e del pre­sente, senza la cui opera preliminare e fondamentale nessun progresso sarebbe stato possibile".

COOPERATIVA TERRAZZIERI
Verso la fine del secolo le cooperative diversificano le loro attività e iniziano a svilupparsi rapidamente per l'impulso dato loro dai grandi lavori di bonifica idraulica finanziati dal governo. Tutta la zona valliva e paludosa a nord di Ravenna diventa un immenso cantiere a cielo aperto, che vede impegnati centinaia e centinaia di braccianti, muratori, carpentieri e birocciai.
In quegli stessi anni, sotto l'impulso dell'enciclica papale "Rerum Novarum" nasce e si sviluppa la cooperazione cattolica. Particolarmente concentrate nel territorio di Faenza, si costituiscono le prime Casse Rurali: sono la base attorno a cui crescono i sodalizi "bianchi".
Nel 1902 sorge a Ravenna la Federazione delle Cooperative con lo scopo di promuovere e distribuire il lavoro fra le cooperative ed evitare crisi di lavoro e concorrenza fratricida. La Federazione si configura quindi come un consorzio d'imprese, con compiti di indirizzo e di miglioramento dell'efficienza, attraverso la centralizzazione dei servizi tecnici ed amministrativi. L'impostazione iniziale è straordinariamente moderna e già dopo un anno di vita la Federazione associa ben 44 cooperative. Nel primo scorcio del nuovo secolo nascono altre imprese.
Mentre la progressiva trasformazione dei terreni e la bonifica attraverso idrovore, favoriscono una progressiva evoluzione della figura del socio-cooperatore: da terrazziere e scarriolante egli si trasforma gradualmente in bracciante e conduttore agricolo.
L'introduzione su vasta scala delle macchine in agricoltura - aratri e trebbiatrici a vapore - avviene negli anni '10 e segna una rottura degli equilibri faticosamente raggiunti in precedenza. La meccanizzazione favorisce l'evoluzione agronomica e l'impianto di nuove colture, come quella della barbabietola, ma crea divisioni sempre più acute nel lavoro delle campagne fra braccianti e mezzadri.
Nascono e si sviluppano imprese cooperative di ispirazione politica repubblicana - le leghe "nuove" o "gialle" - più vicine ai mezzadri, in contrapposizione a quelle di ispirazione socialista, le leghe "vecchie" o "rosse".
Si formano numerose società cooperative di coloni e proprietari che acquistano le macchine trebbiatrici e le mettono a disposizione dei soci, prolungando di fatto l'esperienza sindacale della Lega quando ormai si sono esauriti i maggiori conflitti agrari.
La Federazione delle Cooperative di Ravenna allarga notevolmente l'orizzonte dei propri lavori fuori della provincia: a Forlì, a Pesaro, a Grosseto, a Roma, a l'Aquila, a Caserta, a Catanzaro, a Reggio Calabria, a Messina. Figura già nel novero delle più forti imprese italiane per lavori edili e di bonifica e il Ministero dei Lavori Pubblici gli affida bonifiche lungo il litorale ionico e nel golfo di Sant'Eufemia, lavori di costruzione di case anti-sismiche nell'appennino abruzzese, marchigiano e romagnolo.

 
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